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Salutiamo riconoscenti un 2017 che per la nostra Associazione è stato SPECIALE!

Speciale perché voi, cari amici siete diventati sempre più numerosi: volontari preziosi, nuovi incontri, sostenitori, che hanno fatto crescere progetti e iniziative a favore di anziani e bambini.

Speciale perché insieme abbiamo visto la nascita del progetto “Sorrisi in Corsia”, per portare momenti di gioia e benessere agli anziani soli ricoverati all’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia. Tanti amici ci hanno dimostrato di credere in questo progetto e di volerne far parte.

Speciale perché siamo tornati a scuola e, fra i banchi dell’Università dell’Insubria, stiamo cercando di crescere ancora e di migliorare la nostra capacità di essere DONO per la comunità intera.

Grazie agli oltre 14.000 euro donati in occasione del Natale, e a nuovi volontari, da gennaio siamo presenti in corsia anche il lunedì pomeriggio. Questo “pomeriggio in più” è il vostro dono per gli anziani più soli!

SPECIALE vogliamo che sia anche il 2018!! Per questo vi chiediamo di continuare a dare forza a questa squadra come avete fatto fino ad oggi. I vostri contributi si trasformano in sorrisi e calore umano, un modo per essere anche voi accanto agli anziani e ai bambini, al fianco dei volontari.

Il Progetto “Sorrisi in corsia” si propone di portare la decennale esperienza dell’Associazione all’interno dell’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia (CO).

Il progetto si realizza attraverso la costituzione di un solido gruppo di volontari competenti e disponibili, capaci di creare un legame affettivo e un rapporto di fiducia, che integri gli interventi degli operatori sanitari arricchendo il piano delle cure e favorendo l’instaurarsi di un clima accogliente e rassicurante in corsia.

Chi è costretto a vivere temporaneamente in un contesto complesso come l’ospedale sperimenta stati d’animo difficili da gestire: preoccupazione, speranza, paura, sofferenza, confusione, rassegnazione, stati depressivi, agitazione e rabbia. In questa situazione, tanto maggiore è il grado di fragilità, tanto maggiore è il rischio che fattori, anche banali possano aggravare il quadro generale del paziente. I volontari, dedicando attenzioni speciali a ciascun malato, forniscono quel supporto relazionale che permette di creare spazi di benessere nella malattia e previene gli effetti deleteri della solitudine e della rassegnazione.

Costruisci un pezzo di questa storia!